È arrivata Slackware 13.1

In realtà è già uscita da qualche giorno, annunciato come sempre da Pat. Certo che se quel diavolo di sito avesse un feed da seguire lo saprei subito…Magari qualcuno si sta chiedendo cosa sia Slackware. Bhe, è una delle tre distribuzioni Linux storiche assieme a Debian e Red Hat, anche se in realtà non è stata realizzata da zero, ma nacque basandosi su una distro precedente, ovvero SLS. Da Slackware sono derivate molte altre distro e la più famosa è Suse.

Rispetto a distribuzioni più mainstream, come l’onnipresente Ubuntu, Slackware è più roba per smanettoni. Già dall’installazione si capisce che le cose non saranno un semplice sequenza di Avanti Avanti Avanti. Per esempio il partizionamento è solo manuale e non c’è la comodità di un’interfaccia grafica. Ma i menu fatti con ncurses e con un po’ di allenamento si scopre che l’installazione non è poi così complicata.

Come dice Pat le novità di questa versione non sono così grandi, infatti di tratta di una minor, e lo fa intendere anche la numerazione. La novità più importante è che per la prima volta verranno distribuite sia la versione 32bit, che quella a 64bit, unificando quindi il progetto principale con Slackware64. Per il resto si tratta degli aggiornamenti ai vari software come KDE SC alla versione 4.4.3 e il Kernel 2.6.33.4.

Chi, come me, tende a seguire la versione Current di sviluppo, non noterà grandi aggiornamenti, ma io ne approfitto sempre per dare una formattata e quindi eliminare eventuali residui inutili di tentativi di installazione o altre schifezze rimaste in giro. E’ andato più o meno tutto liscio sul mio Acer Timeline 3810T, se si esclude il fatto di essermi dimenticato di impostare subito il parametro “libata.noacpi=1” da passare al kernel da Lilo. Il risultato sono stati un po’ di riavvivi dovuti al blocco durante il boot.

Perché scegliere Slackware? Come recita il proverbio: “Se conosci Red Hat allora conosci Red Hat, se conosci Slackware allora conosci Linux”. Per chi si diverte a impostare il proprio sistema smanettando nei vari file di configurazione avrà sicuramente tanta soddisfazione e imparerà un sacco di cose. A me piace anche per il fatto che nessun programma è brandizzato e si può usare KDE così come esce dalla fabbrica, senza aggiunte inutili. Inoltre non ho mai avuto problemi a compilare un qualsiasi programma, eventualità non comunque vista la quantità di software presenti nel repository ufficiale o in quelli di appassionati come il nostrano e ottimo Slacky.eu. Certo, i pacchetti sono molto grezzi e non vengono risolte automaticamente le dipendenze, ma si imparano molte più cose così. Se la cosa vi turba potete sempre ripiegare su qualcosa di più user-friendly.

Bene, ho finito. Buona Slackware a tutti.files/files/

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