La pirateria si evolve: da torrent a cyberlocker

Dopo 20 anni di Internet forse si sta completando un ciclo. Almeno per quanto riguarda la pirateria. Dopo aver utilizzato tutte le tecnologie possibili si è tornati alla condivisione su server centrale per scambiarsi i soliti file piratati. Una bizzarra anomalia della continua rincorsa tra chi vuole tutto, subito e gratis e chi invece non ne vuol sentir parlare.All’inizio ci fu Napster. Ma prima ancora c’era la pratica di condividere un qualcosa piazzandolo sul proprio sito web. Attività molto poco pratica perché lo spazio a disposizione era poco e gli hoster del tempo impiegarono poco tempo a mettere in pratica delle contromisure che la stroncarono. Capitò anche a me di vedermi chiudere un account su Digiland per un file innocuo, probabilmente perché i filtri erano forse un po’ troppo primitivi.

Nacquero poi altre forme un po’ più curiose di condivisione, come quella via FTP. Spesso si era costretti a caricare un file (che di solito era inutile) per guadagnarsi dei crediti da usare per scaricare qualcosa che interessava, sperando che la connessione non cadesse. Metodo non esattamente molto pratico, ma per chi lo sapeva usare di sicura soddisfazione.

Nel frattempo era nato, appunto, Napster che rendeva tutto incredibilmente facile. Condividere, cercare, scaricare, tutto da una comoda interfaccia. Fu chiuso nel 2001 e lasciò il posto ai vari Winmx, Morpheus, Kazaa… La debolezza di questi sistemi era la presenza di server centrali gestiti da società attaccabili dal punto di vista legale. Qualcuno sopravvisse con soluzioni societarie originali (tipo spostare la sede legale su Marte), altri si ridimensionarono o sparirono.

Fu quindi necessario l’arrivo di una nuova generazione di programmi di condivisione che utilizzassero delle reti decentralizzate e distribuite come eDonkey e quindi eMule. Un po’ meno efficienti delle prima generazione, ma molto meno attaccabili dai vari difensori del diritto d’autore.

C’era però ancora lo spazio per BitTorrent, un sistema che si integra meglio con il web e ha consentito al nascita di grossi siti web come The Pirate Bay che hanno offerto il fianco a nuove azioni legali.

Nel frattempo gli utenti della rete hanno però cominciato ad apprezzare sempre di è più i siti di file hosting (cyberlocker). Caricare un file per condividerlo senza doversi più occupare di altro è molto comodo e chi scarica apprezza la velocità e l’affidabilità del sistema. Siamo tornati all’inizio. La differenza è che nel frattempo non si carica su un hosting normale, ma su appositi servizi che si sono tutelati a dovere per poter continuare a fare il loro business.

Quale sarà il prossimo passo? Si ricomincerà a condividere scambiandosi CD masterizzati?files/files/

3 Commenti per “La pirateria si evolve: da torrent a cyberlocker”

Inserito: 31/08/2011 00:15

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Inserito: 31/08/2011 05:15

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Inserito: 31/08/2011 16:44

La Pirateria si evolve: da Torrent a Cyberlocker…

Dopo 20 anni di Internet forse si sta completando un ciclo. Almeno per quanto riguarda la pirateria. Dopo aver utilizzato tutte le tecnologie possibili si è tornati alla condivisione su server centrale per scambiarsi i soliti file piratati. Una bizzarr…

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