Anche negli USA si deve protestare contro le leggi ammazza Internet

Anche negli USA è arrivata una proposta di leggere che potenzialmente poteva chiudere qualsiasi sito Internet che avesse un link ad un qualche altro sito che avesse un link ad un materiale che infrangeva il copyright. L’attacco delle lobby delle case cinematografiche e di quelle discografiche, chiamato SOPA, sta però scatenando una violenta presa di posizione dai big del settore.

Stop Online Piracy Act, più che un nome è uno slogan. Ma ormai lo sappiamo che gli americani sono tutto spettacolo e business e per questo pensano di dover difendere con le unghie e con i denti i diritti d’autore sui film, sulla musica e quant’altro. È questo lo scopo di questa ennesima trovata dei governanti per difendere i diritti delle lobby dai pirati.

La proposta di legge non cerca di dare nuovi strumenti alla magistratura per individuare i soggetti che mettono in piedi delle vere e proprie attività economiche per lucrare a spese di Hollywood, anche perché questi soggetti sono molto difficilmente individuabili, ma soprattutto ancora più difficilmente condannabili. La strategia è quindi quella di fare terra bruciata attorno alla nave dei pirati.

Immagino che il senatore USA che ha proposto la cosa abbia apprezzato molto la strategia messa in atto per bloccare Wikileaks e Julian Assange. Impedire di essere raggiungibile, di usufruire di un servizio di hosting, di ricevere donazioni ha messo in ginocchio un progetto che aveva il sostegno esplicito dell’opinione pubblica. Perché non applicare quindi lo stesso metodo a chi ha solo un sostegno sotterraneo?

Ma gli americani delle Creative Commons non ci stanno. Non ci stanno neanche alcuni big del settore, vedi Google, Yahoo!, Facebook, Twitter, Wikimedia. Non molto diversamente da quanto abbiamo organizzato qui in Italia qualche mese fa si sta cercando di mettere in piedi uno sciopero del web, anche se un po’ in ordine sparso.

Come in Italia anche negli USA le leggi sono scritte in maniera abbastanza vaga in modo da lasciarsi le mani libere nel futuro. Il problema del SOPA sta nel fatto che non si colpisce direttamente il colpevole, ma anche chi in qualche modo lo aiuta. Se un provider non blocca l’accesso alla risorsa viene considerato compiacente e potrà essere punito. Se un sito ha un link verso un sito che linka contenuti illegali potrà essere punito. Insomma, una cosa che un webmaster può difficilmente controllare, figurarsi un portale di grandi dimensioni, come potrà mai monitorare tutti i link di tutti i siti che linka?

Il mondo civile riuscirà a difendersi dall’attacco dei burocrati e continuare ad avere la possibilità, per esempio, di miscelare l’arte per creare cose nuove?

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2 Commenti per “Anche negli USA si deve protestare contro le leggi ammazza Internet”

Inserito: 17/01/2012 00:15

[…] Anche negli USA è arrivata una proposta di leggere che potenzialmente poteva chiudere qualsiasi sito Internet che avesse un link ad un qualche altro sito che avesse un link ad un materiale che infrangeva il copyright. L’attacco delle lobby delle case cinematografiche e di quelle discografiche, chiamato SOPA, sta però scatenando una violenta presa di posizione dai big del settore. Stop Online Piracy Act , più che un nome è uno slogan. Ma ormai lo sappiamo che gli americani sono tutto spettacolo e business e per questo pensano di dover difendere con le unghie e con i denti i diritti d’autore sui film, sulla musica e quant’altro. […] Leggi l'articolo completo su Webnology […]

Inserito: 19/01/2012 05:16

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