Un web per deficienti

C’era una volta Internet, agli inizi degli anni 2000, quando tutto era più semplice e meno intuitivo. La gente che lo usava era abituata ad arrangiarsi in mille modi sfruttando servizi diversi per raggiungere l’informazione cercata. Si usavano il web, i newsgroup, IRC, e i primitivi forum in cui ci si poteva esprimere. Adesso è tutto più semplice con un web che sempre di più monopolizza il nostro tempo e sempre di più si preoccupa di venire incontro a chi non è uno smanettone. Il risultato è il web a caratteri cubitali, con il link impossibile da non premere e due frasette. Ma dove andremo a finire? Questo post vuole essere uno sfogo per chi lavora sul web e si rende conto che per realizzare un prodotto apprezzato deve farlo per deficienti.

Se devi realizzare un servizio e vuoi che un numero significativo di persone lo vada ad usare devi puntare alla base della piramide delle competenze, ovvero a quel gruppo di persone che usa Internet come se fosse il televisore. Proprio la TV ha nella semplicità il suo punto di forza: hai un telecomando in mano, schiacci un numeretto e ti viene propinato un canale che trasmette dei programmi che tenta di farti piacere. E se il telecomando è troppo complicato puoi sempre affidarti a quelli semplificati che di tasti ne hanno 5: accendi/spegni, canale+, canale-, volume+, volume-. È difficile andare sotto a questo livello, ma ogni tanto qualcuno ci prova, come Samsung e la sua TV controllata dai gesti di chi si è davanti. Quando saremo al controllo mentale, reso difficile al momento solo per via del fatto che uno dovrebbe infilarsi un caschetto, avremo raggiunto il non plus ultra dell’interfaccia.

O forse è possibile andare anche oltre se ipotizziamo che uno non debba neanche scegliere. Gli viene propinato ciò che è più adatto a lui in base alle abitudini. Abbiamo il soggetto affondato nella poltrona e gli proponiamo dei video, perché si è capito che i video sono l’unica cosa che tutti capiscono almeno vagamente, e vediamo come reagisce. Gli piace? E allora via con altri dello stesso tipo. Si annoia? Allora mettiamo questo argomento in blacklist. Praticamente è quello stato catatonico contro cui urlano tutte quelle persone che ce l’hanno con la TV, questa scatola maledetta che rende le persone incapaci di pensare e di conseguenza vittime di quel Grande Fratello che le vuole intrattenere per tenerle sotto controllo, ma che poi passano il tempo su YouTube a farsi infinocchiare.

In generale Internet sta andando in questa direzione. È in atto una convergenza del Web che lo porterà ad essere sempre più simile alla TV. La gente non guarda la TV e sta su Internet? Allora la TV va su Internet, in streaming, e pensa, diventa on-demand! Il massimo è avere Internet sulla TV, così puoi vedere i programmi che scegli tu sulla stessa scatoletta che ti è tanto famigliare, e che è un accessorio della casa a cui pochi decidono di rinunciare, senza sentirti un troglodita.

A questo punto posso esprimere il mio odio nei confronti delle video guide. Arriva il momento in cui decido di provare un nuovo servizio che mi hanno detto essere una figata. Bene, vado sul sito, c’è un tastone che mi dice dove registrarmi, magari usando l’apposito pulsante Facebook (salvo poi ritrovarmi ugualmente su un form di registrazione). Mi si chiedono solo 3 cose: indirizzo eMail, e due volte la password in un form dai caratteri enormi, colossali. Certo, con lo schermo grosso è anche meglio, ma ancora non so che diavolo ci faccio qui. Cerco un qualcosa che mi spieghi cosa potrò fare e mi ritrovo con l’inevitabile videoguida. Una voce femminile mi spiega come sia tutto semplice: trascino di qua, condivido, trovo cose interessanti, ecc… Perché mi devi dire le cose  in 3 minuti e così lentamente quando se me l’avessi scritte avrei già finito due minuti e mezzo fa. Visto che è tutto così semplice c’è poco da fare e poco da dire… e allora diamoci una mossa e dimmi subito cosa devo sapere!

Ammetto che è anche una questione dell’essere ingegneri. Rimango sempre molto deluso quando acquisto un prodotto tecnologico e ne spulcio il libretto delle istruzioni e non ci trovo un granché di interessante. A parte il fatto che adesso ti mettono dentro la scatola solo due paginette per come cominciare e poi le istruzioni quelle serie te le devi scaricare in PDF., Mi ricordo ancora la delusione di quando mi comprai il mio secondo cellulare, il Motorola V150 per la morte del mio StarTac. Sembrava dover essere un passo in avanti incredibile, con lo schermo a colori e anni di sviluppo in più. In sostanza però serviva solo a telefonare, mandare messaggi. In più c’era la calcolatrice e tre giochetti Java per cui l’hardware era anche sottodimensionato e per cui erano scattosi. Fortuna che con gli smartphone le cose sono un po’ migliorate.

Rimangono interessati solo i videogames seri, quelli che si finiscono in non meno di 30 ore. Almeno lì devi spremerti le meningi per ottenere il massimo dal gioco. Ma appunto si tratta di un gioco, di un momento di relax che ti concedi per qualche ora la settimana. Il resto del tempo dovrebbe rimanere stimolante allo stesso modo!

Ma evidentemente per la maggioranza delle persone non è così. E così abbiamo delle interfacce grafiche sostanzialmente vuote in cui quelle poche cose che devi fare sono talmente palesi da risultare noiose. È la gente che le vuole così perché non ha tempo e voglia di approfondire. Vuole usare un qualcosa, ma con il minimo sforzo, anche rinunciando a funzionalità avanzate che però escono dal campo delle loro possibilità attuali. La filosofia è comprare l’iPhone, che ha una potenza di calcolo superiore a quello dei supercomputer degli anni ’80, e usarlo per applicare due filtri alle foto e giocare ai giochetti che costano 50 centesimi. E questo il business funziona!

Purtroppo il mondo va così e non c’è nulla da fare. Anche a cercare le soluzioni alle piccole sfide che ti offre Linux nella vita di tutti i giorni ci si imbatte sempre più spesso in quei forum in cui la domanda termina con un “me lo spieghi passo passo con i comandi che devo eseguire”. Ecco, siamo arrivati al punto di dover programmare le persone per metterli nelle condizioni di usare le macchine.files/files/

2 Commenti per “Un web per deficienti”

Inserito: 30/06/2012 10:15

[…] C’era una volta Internet, agli inizi degli anni 2000, quando tutto era più semplice e meno intuitivo. La gente che lo usava era abituata ad arrangiarsi in mille modi sfruttando servizi diversi per raggiungere l’informazione cercata. Si usavano il web, i newsgroup, IRC, e i primitivi forum in cui ci si poteva esprimere. Adesso è tutto più semplice con un web che sempre di più monopolizza il nostro tempo e sempre di più si preoccupa di venire incontro a chi non è uno smanettone. […] Leggi l'articolo completo su Webnology […]

Inserito: 01/07/2012 05:16

[…] Visita il sito saitfainder oppure iscriviti al feed Leggi l'articolo completo su AlterVista […]

Commenta