Tool Band

Il nome Tool ha origine dal desiderio dei membri della band di diventare uno strumento (tool appunto) della Lacrimologia (Lachrymology), una ‘scienza’ creata da Ronald P. Vincent negli anni ’40 che ipotizza il piano come mezzo per migliorare il proprio equilibrio psico-mentale.

I Tool nascono agli inizi degli anni 90 per poi diventare un deciso punto di riferimento della scena alternative metal. Inizialmente la line-up annoverava Maynard James Keenan alla voce, Adam Jones alla chitarra, Paul d’Amour al basso e Danny Carey alla batteria.

La prima pubblicazione del gruppo è il mini-album intitolato Opiate in cui i Tool lasciano presagire le loro potenzialità.

Il vero inizio di carriera si ha con il primo album intero intitolato Undertow che raggiunge il disco di platino anche grazie alla partecipazione dei Tool al tour europeo dei Race Against the Machine e al Lollapalooza, il famoso tour americano. Il disco vede una crescita del gruppo sia dal punto di vista compositivo che da quello dei testi. In particolare per questi ultimi Maynard comincia a scrivere dei testi che non è semplice interpretare e sebbene tratti di temi importanti è sempre nascosta una vena d’ironia.

Il cambio di line-up, con l’inserimento di Justin Chancellor al basso, precede la pubblicazione di Aenima, l’album che segna l’ingresso dei Tool nel mondo dei musicisti affermati. Aenima è un disco aggressivo e tenebroso le cui atmosfere intrappolano. Non mancano gli episodi quasi umoristici come Message to Harry Manback (tra l’altro in italiano per nostro gioia) o Die Eier von Satan, in tedesco, che alcuni scambiano per un discorso nazista, mentre si tratta di una gustosa ricetta culinaria.

Nel 2000 viene pubblicato Salival, una straordinaria raccolta di live, inediti, video e fotografie. Il cofanetto è in Italia praticamente introvabile se non a prezzi esagerati da chi è tanto folle da venderlo.

Nel 2001 i Tool si rimettono al lavoro per la pubblicazione di Lateralus, un album forse meno incisivo di Aenima, ma le cui atmosfere sono più avvolgenti. I Tool con questo album dimostrano di aver raggiunto la loro maturità artistica e di poter affinare ulteriormente le loro capacità creando musica come nessun’altro sa fare.