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Google, Bing, Wolfram Alpha… i motori di ricerca si evolvono

I motori di ricerca si stanno evolvendo. Dopo alcuni anni in cui le idee erano poche, ultimamente qualcosa si sta muovendo: la ricerca decisionale. Un bene per tutti? Facciamo un piccolo viaggio nell’evoluzione di questi indispensabili strumenti.

Se ripercorriamo per un attimo la storia dei motori di ricerca vediamo che la questione iniziale è stata quella di indicizzare quanti più contenuti possibili e incrementare il numero di pagine indicizzate. Dalle pagine HTML statiche, a quelle dinamiche, ai PDF, le immagini, flash, ecc.. orami è possibile ricercare quasi tutto quello che c’è in rete. Ultimamente si è anche presa in considerazione la possibilità in indicizzare i database attraverso i form. Era ed è importante avere del materiale su cui ricercare.

La seconda questione capitale è stata l’ordinamento dei risultati. In questo campo ha fatto scuola Google col PageRank. L’ordine di presentazione dei risultati è essenziale per una ricerca di qualità, anche perché l’utente medio difficilmente andrà a scartabellare tra le pagine alla ricerca di quello che cerca. L’ottimizzazione dei siti per risultare nelle prime posizioni ha comunque avuto il risvolto positivo di avere siti realizzati meglio e con degli schemi standard, dando una certa uniformità al web.

Ultimamente sono apparsi sul web alcuni nuovi motori di ricerca che hanno avuto molto risalto nelle notizie di tutta la rete.

Sono nati i motori semantici, che associano alla parola chiave un significato per poterla poi mettere in relazione con altre parole coerenti. In questo modo risolvono il problema delle parole con molteplici significato. Trattasi però di un tipo di ricerca molto complessa e specifica per ogni lingua e non sembra portare quei grandi vantaggi perché, in fondo, basta contestualizzare la parola chiave da ricercare aggiungendone qualche altra.

Altra categoria di siti nata recentemente sono i motori collaborativi. Basandosi sul feedback degli utenti un risultato può essere premiato o danneggiato. Un ottimo sistema, che però può essere suscettibile di abusi. Un esempio può essere quel You Rank pubblicizzato su AlterVista, oppure le novità introdotte in Google.

Una nuova frontiera è quella di aiutare l’utente a trovare quello che cerca. Il primo tentativo è stato quello dei suggerimento. Oramai ogni motore di ricerca visualizza delle possibili scelte per le parole chiave che si stanno digitando, oppure visualizzano delle parole chiave aggiuntive per affinare la ricerca. Probabilmente è un aiuto per l’utente, d’altra parte però riduce lo spettro delle ricerche e potrebbe portare i webmaster a ottimizzare i siti per figurare tra le parole proposte. C’è il rischio di una storpiatura.

Il vero studio d’avanguardia è però sui motori decisionali veri. In sostanza in seguito a una richiesta da parte dell’utente non viene presentato un semplice elenco di risultati, ma tutta una serie di informazioni aggiuntive tratte direttamente dal sito e che dovrebbero aiutare l’utente a trovare subito quello che cerca, riducendo quindi il tempo necessario. Dovrebbe quindi accadere che l’utente non vada neanche a vedere il sito, ma si accontenta di quello che gli visualizza il motore. Esempi di questo caso sono il tanto citato Wolfram Alpha o il Microsoft Bing che verrà reso pubblico tra qualche giorno.

Nasce quindi la stessa polemica che esiste per gli aggregatori di notizie. Un aggregatore prende i contenuti da una parte e li presenta sul suo spazio. Se tutti facessero gli aggratori non ci sarebbero notizie. E’ vero che per i piccoli l’aggregatore può essere fonte di visitatori e quindi di valore, ma dall’altra, per i grandi, rappresentano una perdita.

E’ lo stesso discorso che si può fare per questi nuovi motori di ricerca. Se presentano i contenuti presi dai siti e questi siti non vengono più visitati i contenuti non ci saranno più. Una visione un pò apocalittica forse, ma da tenere in considerazione. Sarà però prima da valutare il successo che avranno questi nuovi strumenti. E’ già successo più volte che una soluzione geniale o apparentemente ottima non trovi poi un riscontro positivo tra le persone comuni. Chi vivrà vedrà.files/files/

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