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Attentato a Berlusconi… colpa di Facebook!

berlusconiLa storia ci insegna che, spesso e volentieri, la reazione da parte dell’autorità a una violenza è un danno per tutti. Il potere, sopreso e spaventato da una dimostrazione di insofferenza da parte dei cittadini, cerca subito il modo di bloccare un simile evento futuro e, già che c’è, si toglie anche qualche altra soddisfazione.

E’ capitato che Silvio Berlusconi sia stato colpito al viso durante un bagno di folla. Considerando che sono circa 15 anni che si diverte a fare questo genere di attività e che nel frattempo aveva solo rimediato un treppiedi in testa dovrebbe dirsi fortunato. Se solo potesse ascoltare i discorsi di certe persone tra parenti e amici gli si rizzerebbero di capelli in testa e andrebbe in giro con uno scafandro.

Silvio Berlusconi è stato colpito da un ingegnere/perito/fanatico/matto.  La reazione a un tale episodio? Chiudere i gruppi su Facebook! Come se ci fosse Emilio Fede al governo si sta per proporre un decreto che in qualche modo faciliti la chiusura  e la censura di tutto quello che in rete incita alla violenza. Come al solito in Italia, quando succede qualcosa, si fa una bella leggina. Come se tutte quelle proposte, discusse, votate e approvate fino ad ora fossero inutili. Certo, l’istigazione alla violenza può essere considerato un reato, ma basterebbe fornire le giuste risorse alle nostre forze di polizia invece di stringere l’ennesima volta il bullone della censura applicando pene più cattive.

Succede anche che si scopre che i gruppi su Facebook possono cambiare nome e scopo senza esserne neanche avvisati. Facebook è proprio il cazzeggio trasformato in sito. Un minestrone di persone che si aggrega e si separa, come un branco di pesci o uno stormo di uccelli. Indubbiamente divertente, ma infinitamente frivolo. Adesso ci pubblico questo articolo, almeno contribuisco con qualcosa di utile.files/files/

Un commento per “Attentato a Berlusconi… colpa di Facebook!”

Commento di
fade
Inserito: 16/12/2009 00:27

Le cose scritte su facebook sono del tutto paragonabili a quelle che, nell’era pre-web, si scrivevano sulle pareti dei cessi pubblici. Si andava dalla frase filosofica alla cazzata più improbabile. Ecco, credo che fb bisognerebbe considerarlo allo stesso modo. PS: per fortuna nessuno ha mai pensato di censurare le scritte dei cessi, al massimo scomparivano quando si decideva di dare una mano di bianco, ma durava poco.

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