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Cina e Internet, un difficile rapporto di convivenza

Il mondo, lo dice anche il proverbio, è piccolo. E i problemi, in un mondo piccolo e affollato, nascono come funghi. In queste settimane si fa un gran parlare della controversia che vede protagonisti il governo cinese e Google e, per il principio per cui nessuna azienda americana è mai lasciata da sola, il governo degli Stati Uniti d’America.

Ecco una breve sintesi dei fatti dal nostro punto di vista: un gruppo di hacker cinesi pagati dal loro governo ottengono l’accesso ad alcune caselle eMail di attivisti e dissidenti, nemici del governo cinese. Google non la prende bene e minaccia di disattivare i filtri imposti dalla censura cinese ed eventualmente abbandonare quel mercato. I cinesi rispondono che possono pure andare, ma di disattivare i filtri non se ne parla.

Ecco invece una versione cinese: sono anni che gli USA vogliono piantare il seme della discordia in Cina. Il governo americano usa Internet, nella forma di Twitter o Youtube, come mezzo per la trasmissione del proprio progetto di dominio globale. Gli USA vogliono che i cittadini cinesi imparino a conoscere il mondo attraverso la loro propaganda, vogliono creare un clima di disarmonia per distruggere la Cina. L’esempio viene dall’Iran dove sono partite delle rivolte organizzate attraverso Internet. Google è la testa di ponte di questa politica e la Cina ha il diritto di difendersi.

È chiaro che il governo cinese ha qualche problema a capire come funziona la rete da noi. Il nostro non sarà il migliore dei mondi, ma possiamo liberamente esprimerci su quasi tutto. Sono solo esclusi, per esempio, la pedofilia o la diffamazione dei politici italiani, ma, sempre per esempio, si può liberamente organizzare un “No B-Day”. Impedire che la gesta possa usare Internet per scambiarsi idee e opinioni vuol dire che lo stato non si fida dei propri cittadini, evidentemente perché la maggioranza farebbe le cose in modo diverso. Triste destino per una nazione.

Sicuramente la Cina può fare a meno di Google perché Baidu, il motore cinese, già fa il doppio delle ricerche. Ma il mondo occidentale può fare a meno del mercato cinese? Probabilmente no, altrimenti perché tutta questa fatica?files/files/

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