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Islanda, l'isola della libertà d'informazione

L’Islanda è quel paese remoto del nord Europa noto per alcuni aspetti caratteristici: montagne, vulcani e crack finanziario. D’ora in avanti sarà noto anche per un altro aspetto più interessante: sarà l’unico paese al mondo in cui ci sarà una totale libertà d’informazione. Ma non solo libertà, addirittura chi pubblica un qualcosa sarà protetto dalla legge che lo aiuterà a difendersi dalle accuse.La notizia mi è giunta dalla Repubblica che fa l’esempio di Wikileaks che si è già trasferito.

Certo, la libertà d’espressione è una gran bella cosa. Poter dire qualsiasi stronzata che ci passa per la testa è un diritto che sentiamo la necessità di avere e ci da fastidio che la legge cerchi sempre di limitare questa libertà.

In Italia, come in altre parti del mondo, esiste il reato di diffamazione. Questo reato è un’arma estremamente pericolosa. Nasce per poter tutelare la rispettabilità di una persona. Non è giusto che io parli male di Tizio, racconti delle falsità e ne distrugga l’immagine pubblica. Certo, se io racconto sempre della falsità la mia autorevolezza si abbassa e alla fine non mi crede nessuno, però può essere ugualmente fastidioso. Però la legge è messa in modo tale che se Tizio si sente offeso da una mia affermazione mi può denunciare, mi trascina in tribunale e, dopo che ho versato una parte del mio salario alla casta degli avvocati, un giudice deciderà se potevo dire “stronzo” o “coglione” riguardo a Tizio. Quindi succede spesso che Tizio possa sfruttare questo genere di accusa per indurmi a non dire nulla, perché tanto lui è in grado di pagare l’avvocato. Alla faccia della legge uguale per tutti.

Discorso simile sarebbe quello da fare riguardo alla privacy. Per entrambi i casi si finisce per cavillare sulle singole parole. Posso dire dire “stronzo” e non “coglione”. Non posso dire “delinquente” perché è soltanto “ladro” e così via.

L’Islanda mette una pietra su tutto e lascia campo libero a tutti. L’autorevolezza di una fonte dipenderà dalla qualità delle informazioni che intende pubblicare. Se esiste il movimento liberale in economia, questo è il movimento liberale dell’informazione ed è il “mercato” a dare un valore alla “merce”.

Sputtanare tutto e tutti può sembrarci una cosa strana, ma anche vietare le lotte dei gladiatori poteva sembrare strano agli antichi romani, è una questione di abitudini. I giovani di oggi hanno a disposizione e usano social network come Facebook che gli spingono a dire tutto di te a chiunque, o quasi. Se si sa tutto sul tuo conto non ci può essere ricatto, se tutto è trasparente non ci può essere corruzione. Un mondo libero è un mondo che ha superato le scatole nere che contengono ingranaggi imperscrutabili.

Un ultimo appunto sull’articolo della Repubblica. Si fa riferimento al fatto che in Islanda parlano dell’Italia dopo aver visto Videocracy, come se fosse una roba censurata dalle nostre parti. Certo, non l’ha mandato in onda la Rai, però è passato al cinema e lo trovate in un qualsiasi Blockbuster. Non si può aspettare che la conoscenza cada dal cielo.files/files/

Un commento per “Islanda, l'isola della libertà d'informazione”

Commento di
stefo68
Inserito: 01/09/2010 21:31

Interessante, peccato che da noi non è fattibile….perché….perché loro sono mediamente più sani di mente!
Noi troviamo da dire per qualsiasi cosa.

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