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Microsoft + Yahoo! = Microhoo, la fusione è servita

Una storia durata un anno e mezzo si è conclusa nell’unico modo che rende veramente contente entrambe le parti. Microsoft e Yahoo! trovano finalmente l’accordo che tanto cercavano per impensierire almeno un po’ Google. Cosa puo’ cambiare per noi poveri utenti?

A Febbraio del 2008 cominciò una delle trattative più seguite dal mondo di Internet. Microsoft lanciò un’offerta per acquisire il controllo di Yahoo!, il mitico portalone pioniere di Internet che da diversi anni viaggia a velocità ridotta, oppresso dal macigno Google.

Microsoft lanciò una prima offerta che venne respinta con sdegno da Jerry Yang, fondatore di Yahoo, tornato da poco nel ruolo di CEO proprio per tentare di risollevare le sorti della sua creatura. Yang affermò che il valore di Yahoo era superiore a quello dell’offerta, malgrado la borsa dicesse il contrario. Rimane sempre il dubbio che Yang avesse agito in questo modo più per orgoglio che non per altro. Gli azionisti di Yahoo si spaccarono in pro e contro, ma alla fine non se ne fece nulla.

Poche settimane dopo la crisi finanziaria cominciò a farsi sentire e i titoli Yahoo persero ancora valore, ma i contatti non si riallacciarono mai più. Nel frattempo però a Yang non fu rinnovato l’incarico che passò a Carol Bartz.

L’esperta manager cominciò un lento lavoro di riorganizzazione di Yahoo, chiuse alcuni settori, ne incentivò altri. Nel frattempo incominciò un gioco di sguardi con Microsoft, ma anche una breve collaborazione con Google.

Pochi giorni fa cominciò a diffondersi un primo rumor, poi un altro, oggi la conferma. Microsoft e Yahoo lavoreranno insieme ad un progetto di lungo respiro. Il colosso di Redmond sta cercando il modo di spingere il suo nuovo motore di ricerca Bing e l’accordo gira proprio attorno a questo: Yahoo si offre di utilizzare Bing al posto del proprio motore di ricerca in cambio degli introiti pubblicitari piazzati sulle pagine dei risultati. In questo modo Bing potrà raggiungere circa il 30% sul totale delle ricerche fatte in rete. Mica male.

A margine di questi giochetti economici viene da chiedersi quali vantaggi ci siano per noi comuni mortali. Negli ultimi anni si è venuta a creare una situazione in cui Google fa il bello e il cattivo tempo sul web. Se il motore decide, per qualsiasi motivo, di oscurare un sito allora questo scompare. Addirittura esistono dei webmaster che pensano che un sito che non si trova su Google allora il sito non esiste. E sono webmaster!

Un po’ di pluralità ci vuole, che poi venga da Microsoft… bhe pazienza. Pazienza anche per il fatto che per adesso Bing non sia assolutamente al livello di Google come qualità dei risultati. Speriamo che migliori.

Purtroppo i vari contendenti al ruolo di comprimari si sono sciolti come neve al vento. Tanto per citarne qualcuno: Cuil, che ha avuto un paio di giorni di celebrità, Ask, l’eterna promessa, Wolfram, troppo specifico. Purtroppo il mondo del search si è impantanato tra un Google che ha raggiunto la quasi perfezione nelle ricerche classiche e gli altri che tentano la carta delle ricerche semantiche con risultati contradittori.

Speriamo che questo fermento porti a qualcosa di buono per noi, e dalla SS Cirrhosis vi saluto sperando di non attraccare alla Pirate/Pay Bay perché mi spennerebbero vivo.files/files/

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